La finalità di SETSE è quella di indagare le differenze e le similitudini tra i vari paesi europei per stimolare il dialogo interculturale attraverso la fotografia, con lo scopo di favorire l’integrazione nell’identificazione di una cultura europea comune. Il progetto parte dal presupposto che la famiglia, i suoi rituali e le sue tradizioni siano il fondamento stesso della cultura europea riflettendone le diverse realtà politiche, sociali, economiche e religiose.
Il cibo e le diverse tradizioni alimentari costituiscono un segno di identità forte a livello locale, regionale e nazionale. La condivisione dello stesso cibo, in famiglia, sia in occasione di determinate occasioni sia nella quotidianità, introduce le persone nella stessa comunità, le rende parte della stessa cultura, le mette in comunicazione e in relazione. Oggi il cibo è uno dei display più importanti per delimitare barriere ideologiche, etniche, politiche, sociali, o al contrario uno dei mezzi più utilizzati per conoscere le culture "altre", per mescolare le civiltà, per tentare la via dell'interculturalismo. In molti casi è possibile affermare che il dialogo culturale inizia a tavola.
La fotografia è stata scelta come strumento d’indagine del progetto per la sua caratteristica di essere il mezzo artistico più diffuso all’interno di ogni comunità, accessibile, chiaro e diretto.
SETSE prevede che ogni paese partner selezioni un fotografo che andrà a realizzare la sua ricerca in uno degli altri paesi associati, in una logica di committenza pubblica.
I progetti realizzati confluiranno in una mostra itinerante che sarà inaugurata a Reggio Emilia nell’ambito di Fotografia Europea 2010 e verrà riproposta a Valencia in settembre.
Verranno inoltre realizzati due convegni internazionali, a Reggio Emilia e a Valencia, per illustrare gli aspetti sociali, estetici e di critica fotografica affrontati. Completeranno il progetto workshop e seminari che vedono la presenza dei fotografi coinvolti.
SETSE e la sua metodologia costituirà il modello per ulteriori progetti che verranno sviluppati con partner asiatici da altri paesi europei.


